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2013 22 giugno

Cividale del Friuli. Da Porzus a Bosco Romagno

Cividale del Friuli. Da Porzus a Bosco Romagno
Ricordo degli osovani caduti per la difesa della libertą della Patria

 

Comune di Cividale del Friuli

Federazione italiana volontari libertà

Associazione partigiani Osoppo-Friuli

Udine - Friuli Venezia Giulia - Italia

 

 

 

Da Porzûs a Bosco Romagno

Incontro a Bosco Romagno

Ricordo degli osovani caduti per la difesa della libertà della Patria



 

Domenica 23 giugno 2013, dalle ore 10.30

Bosco Romagno, Spessa, Cividale del Friuli

 

 

 

Incontro questa domenica, 23 giugno 2013, a Bosco Romagno, a Spessa, nel comune di Cividale del Friuli, per ricordare degli osovani caduti per la difesa della libertà della Patria. A organizzare la celebrazione a memoria, col patrocinio del Municipio, è l’Associazione partigiani Osoppo-Friuli. Il programma della mattinata prevede l’incontro dei partecipanti alle 10.30, una breve cerimonia religiosa e deposizione delle corone al Cippo, il saluto del sindaco di Cividale, Stefano Balloch, del presidente dell’Apo, Cesare Marzona, e delle autorità presenti. Alle 11.40 orazione tenuta dello storico Matteo Forte. Si chiude con un concerto bandistico, alle 12.30, e con un momento conviviale, presso l’azienda agricola “Ronchi San Giuseppe di Zorzettig Francesco e Fulvio”.

 

 

 

Nella foto: don Emilio De Roia celebra la messa davanti al Cippo che ricorda gli osovani caduti al Bosco Romagno

 

 

L'intervento del sindaco di Cividale del Friuli, Stefano Balloch 

 

"A nome dell’Amministrazione Comunale di Cividale del Friuli porgo il saluto più cordiale a tutti voi qui convenuti per onorare i fazzoletti verdi dell’Osoppo-Friuli caduti qui nel Bosco Romagno ed in non lontane altre località per mantenere intatti i confini della Patria e ribadire il loro profondo convincimento nei valori di libertà e di democrazia. Il loro sacrificio non è stato vano perché dal sangue giovane ed innocente di questi eroi, perché tali li consideriamo, l’Italia ha potuto essere preservata dalle dittature e ha conosciuto una duratura stagione di pace e benessere. 

 

Siamo qui, accanto al cippo che riporta i loro nomi, a riaffermare la nostra volontà di trasmettere anche alle generazioni che verranno il loro messaggio di generosa dedizione alle sorti della Patria in un momento storico nel quale forse sono in troppi a dimenticarsene. “Chi per la Patria muor vissuto è assai, la fiamma del valor non muore mai” – questi versi del primo Risorgimento possono applicarsi anche a coloro che sono stati protagonisti del secondo. Fra questi giovani osovani non c’erano solo friulani, ma anche provenienti da altre regioni d’Italia, fieri assieme al loro comandante Francesco De Gregori, Bolla, di alzare ogni giorno il tricolore sopra queste valli. Hanno combattuto e sono morti, vittime di una assurda violenza senza mai rinnegare l’impegno che si erano dati di liberare l’Italia.


Saluto con particolare affetto e gratitudine il Presidente Marzona e quanti come lui hanno vissuto la stagione “del nostro riscatto” mettendo in gioco le loro vite per dei nobili ideali. La città di Cividale del Friuli ha un debito verso l’Osoppo poiché dagli osovani è stata liberata senza conseguenze cruente per la popolazione civile ed è stata mantenuta a lungo libera grazie alla permanenza qui dei fazzoletti verdi finalizzata ad impedire colpi di mano da parte della stessa parte politica che ha compiuto l’indegno massacro del Bosco Romagno. Dobbiamo essere grati a coloro che hanno protetto la nostra città e hanno eliminato ogni dubbio sulla sua sincera italianità.


Questo è il luogo del ricordo e dell’impegno a mantenere vivi gli ideali usciti dalla guerra di Liberazione perché per la democrazia ci sono sempre pericoli ed appare ogni giorno più fragile ed indifesa. La storia, contrariamente a quanto alcuni affermano, è sempre maestra di vita e dobbiamo far sì che non si ripeta, ma all’amicizia fra i popoli ed alla convivenza rispettosa di idee diverse va affidato il patrimonio ideale per il quale è stato versato il sangue dei fazzoletti verdi al Bosco Romagno. Il Friuli di domani si costruisce anche attorno a questo cippo di pietra che parla da sé di un “italico valor” che non è morto allora e non morirà se terremo fede con coraggio alla eredità che l’Osoppo ci lascia".



 

 

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